AMD Ryzen e Vega: nel 2018 si passerà ai 12nm

Durante il GlobalFoundries Technology Conference, AMD ha annunciato interessanti sul nuovo processo produttivo che sarà utilizzato per le CPU Ryzen e le GPU Vega. Il CTO dell'azeinda, Mark Papermaster, ha confermato che nel 2018 i chip di nuova generazione utilizzeranno il processo 12nm LP di Global Foundries, andando però in controtendenza rispetto a quanto annunciato qualche mese fa.

Attualmente l'azienda produce i sui chip con processo produttivo a 14nm LPP, e in occasione degli ultimi eventi ufficiali ha anticipato che le CPU Ryzen 2, così come le GPU Navi, avrebbero visto un netto salto in avanti spostandosi direttamente a 7nm. Questo aspetto quindi lascia alcuni dubbi sui prodotti che vedremo sul mercato nel 2018: AMD presenterà una sorta di refresh degli attuali Ryzen e Vega, o presenterà Zen 2 e Navi?


Spendere poco per avere tanto? Huawei P9 Lite, compralo al miglior prezzo da Amazon a 200 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Toshiba, scelti gli acquirenti dei suoi chip: c’è anche Apple

Toshiba ha finalmente scelto l'acquirente finale della sua divisione di memorie NAND: si tratta del gruppo di investimenti americano Bain Capital, che ha avanzato un'offerta da oltre 18 miliardi di dollari. Nel consorzio di investitori che supporterà l'operazione compaiono nomi noti dell'industria tecnologica, come Apple, Dell e SK Hynix, ma la lista completa non è stata ancora resa nota.

Sarebbe stata proprio l'azienda di Cupertino, interessata ai chip NAND per le memorie interne dei suoi iPhone e iPad, a giocare un ruolo cruciale nella scelta di Toshiba tra i numerosi acquirenti in lizza. Secondo alcune fonti, il contributo all'operazione richiesto da Bain Capital ad Apple ammonterà a circa 7 miliardi di dollari in capitale, di lunga superiore ai 3 miliardi citati in un precedente report.

Rimane a bocca asciutta Western Digital, intenzionata ora ad agire per vie legali contro la scelta del concorrente giapponese: la società californiana, nota nel campo dello storaging digitale e già in partnership con Toshiba, rivendica il diritto di veto sull'accordo. Sarà da vedere se le future diatribe in tribunale rallenteranno le operazioni di vendita.


Una scelta vincente sotto i 200€? Wiko Fever, compralo al miglior prezzo da Unieuro a 151 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE

Realizzato in Australia il primo chip che converte la luce in suono

Due giorni fa, la famosa rivista di divulgazione scientifica Nature ha pubblicato in Rete l'articolo di un team di ricercatori australiani che è riuscito in un'impresa molto importante: per la prima volta nella storia, la luce è stata trasformata in un suono dentro a un microchip.

I computer basati su chip fotonici promettono, in teoria, grandissimi vantaggi rispetto a quelli tradizionali: temperature di esercizio nettamente inferiori, velocità operative molto più alte e meno consumo di energia. Il tutto usando la tecnologia già ben rodata dei cavi a fibra ottica. Il problema è che i fotoni sono estremamente veloci, e per riuscire a sfruttarli in un processore è necessario in qualche modo rallentarli. In alcune circostanze è fondamentale disporre di più input allo stesso momento, e ciò vuol dire che uno o più di essi devono essere tenuti "in standby" fino a che non arrivano gli altri.

Qui entra in gioco il suono, che è molto più lento della luce. Entrambi si muovono come onde: la luce è una radiazione, che può viaggiare anche nel vuoto, mentre il suono è una vibrazione, che nel vuoto non si propaga (saprete tutti che nello spazio non si sente niente, anche se gli X-Wing di Guerre Stellari sembrano indicare il contrario). La conversione da luce a suono non è un'idea nuova, di per sé: è il principio che fa funzionare le radio, tra l'altro.


Una scelta vincente sotto i 200€? Wiko Fever, compralo al miglior prezzo da Unieuro a 151 euro.

CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE