Razer Blade Pro ancora più potente con Kaby Lake e certificazione THX

Razer ha davvero stupito con il rilascio di Blade Pro, sei mesi fa: un computer da gaming potentissimo, con tanto di GeForce GTX 1080, display IGZO 4K da 17,3 pollici con Nvidia G-Sync, 32 GB di RAM, tastiera meccanica con retroilluminazione RGB - il tutto in un dispositivo tutto sommato portabile, spesso non più di un paio di centimetri e con un peso di appena 3,5 kg.

Non contenta, e a neanche sei mesi di distanza, la società californiana torna a stupire con un refresh che, pur mantenendo inalterati estetica e ingombro, porta in dote un processore Intel Core i7 di settima generazione (Kaby Lake, modello 7280HK, TDP 45 W) al posto del precedente Skylake 6700HQ. Il processore raggiunge i 3,9 GHz con il Turbo Boost, ma Razer prevede già una modalità High Performance che porta la frequenza a 4,3 GHz.

Migliora anche la RAM: il quantitativo rimane lo stesso, ma il clock sale a 2667 MHz (precedente: 2133 MHz). Quasi inutile precisare che il device è VR Ready, ma c'è anche una novità più interessante: la certificazione THX, per la prima volta su un computer portatile. Per la precisione, la certificazione riguarda il jack audio, non gli speaker integrati, e il display, che per l'occasione è anche stato leggermente ricalibrato. Da notare che THX è stata acquisita da Razer stessa proprio qualche mese fa.


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Chip auto-assemblanti a supporto della Legge di Moore

Fino a pochi giorni fa si riteneva che la Legge di Moore fosse oramai obsoleta. Nel 1965 il co-fondatore di Intel aveva infatti provato empiricamente che il numero di transistor di un circuito integrato raddoppiava ogni 2 anni, portando ad un raddoppio delle prestazioni dei processori ogni 18 mesi.

Il giocattolo si è rotto”, è stato detto dagli stessi dirigenti Intel, visto e considerato che il ciclo è passato dai precedenti 24 mesi agli attuali 48 mesi. Il doppio, in poche parole. Ma c’è ancora margine per riportare la legge di Moore agli antichi fasti? Secondo un gruppo di ricerca del MIT la risposta è sì.

Il Massachusetts Institute of Technology - in collaborazione con la University of Chicago - ha sviluppato una tecnologia per l’auto-assemblaggio che permette di inserire un maggior numero di componenti all’interno di un singolo chip, riportando così in auge la legge empirica del co-fondatore di Intel garantendole popolarità anche negli anni a seguire.


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Ghost Recon e For Honor in bundle con GeForce GTX 1060

Dopo il successo ottenuto con la promozione su GeForce GTX 1080 e GTX 1070, Nvidia ha deciso di estendere la promozione del bundle "Preparati alla battaglia" anche sulla GeForce GTX 1060. Gli utenti che entro il 18 aprile acquisteranno queste schede grafiche, o un sistema desktop o portatile che le utilizzano, riceveranno quindi un codice omaggio per i giochi Ubisoft For Honor e Ghost Recon Wildlands.

Si tratta di titoli di ultima generazione che sfruttano al meglio l'architettura delle GPU Pascal, riuscendo al tempo stesso a godere delle ultime tecnologie targate Nvidia.

Per esempio, Ghost Recon Wildlands è il primo gioco dotato degli effetti NVIDIA Turf, mentre For Honor sfrutta appieno NVIDIA Surround e NVIDIA DSR, entrambe fondamentali per rendere più realistica l'esperienza ludica.


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